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CHIARI, DA VILLAGGIO A CITTA', presente e passato alla luce dell’archeologia

CHIARI, UNA VOLTA …Presente e passato alla luce dell’archeologia, clicca per visualizzare l'immagine
“Chiari da villaggio a città - Passato e presente alla luce dell’Archeologia”
In concomitanza con l’apertura inaugurale del Museo della Città, è stata allestita, nell’interrato delle ex Carceri, la mostra “Chiari da villaggio a città - Passato e presente alla luce dell’Archeologia”, aperta al pubblico dal 15 febbraio al 15 giugno 2011, ma a tempo indeterminato per le scuole, che potranno usufruirne come materiale didattico per i laboratori. Tale mostra, curata dall’archeologa Ivana Venturini, è stata realizzata, con il patrocinio e la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, nell’ambito del progetto provinciale “Langobardia Fertilis” per la valorizzazione dei siti archeologici longobardi della Provincia di Brescia, a supporto del progetto nazionale “Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)”, candidato per l’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. La visita alla mostra è possibile, su prenotazione, fino al 15 giugno 2011, per gruppi al massimo di venti persone, il sabato mattina dalle 10.00 alle 12.00. Le visite guidate possono essere concordate, previa prenotazione, anche in altri giorni ed orari. Info e prenotazioni presso l’Ufficio Segreteria del Comune di Chiari da lunedì a venerdì ore 9,00 - 12,00 o per telefono al numero 0307008202 oppure direttamente da Documento .html qui.

CHIARI, UNA VOLTA …Presente e passato alla luce dell’archeologia, clicca per visualizzare l'immagineLa mostra è allestita nei locali del Museo-Laboratorio di storia e archeologia, che l’Amministrazione ha scelto come luogo deputato alla costruzione e alla conservazione della memoria storica della città e del suo territorio, raccontata con modalità radicalmente diverse da come avviene in un museo locale tradizionale. Modalità che prevedono, con finalità didattiche, la partecipazione attiva e la collaborazione delle scuole clarensi, cui sono affidate simbolicamente le chiavi del Museo-Laboratorio.
L'innovazione più significativa sta nel fatto che i ragazzi non solo fruiscono di un 'opportunità di approfondimento, come avviene nei laboratori tradizionali, ma quanto acquisito attraverso le attività di laboratorio, può essere condiviso con la comunità, tramite mostre appositamente da loro allestite nel museo multimediale. Un dialogo ininterrotto tra storia, scuola, città, tra passato, presente, futuro, che rappresenta il fine ultimo di questa istituzione museale a carattere storico, con intenti didattici.

Settore espositivo dedicato a Storia ed Archeologia di Chiari e del circondario

Con accesso dal quadriportico dell’ex Anagrafe il Laboratorio di Storia ed Archeologia occupa per lo più i locali interrati del Museo della Città ed è composto da uno spazio museale ad anello, ricavato ex novo al di sotto delle antiche Carceri, che è direttamente collegato con i locali interrati dell’ex Comune. Qui è stata ricavata una sala, con schermo collegabile a un PC e sedie per l'attività didattica frontale, da cui, attraverso una scala, si accede al piano terra in una sala, posta accanto all’emeroteca e che ha l’ingresso anche da Piazza Zanardelli, attrezzata con personal computer e un tavolo, su cui svolgere attività di tipo manuale.

CRITERI E MODALITA’ ESPOSITIVE

Mappa del Museo - Laboratorio di storia e archeologiaIn funzione delle attività del laboratorio, la mostra inaugurale, propone una rilettura delle origini di Chiari alla luce degli eccezionali reperti archeologici rinvenuti negli scavi eseguiti durante i lavori di recupero delle piazze e dei tre edifici comunali oggi sede del Museo della Città.
Gli scavi Gli scavi - Contributo filmato (Flash Player) Gli scavi - Contributo filmato (Windows Media Video) hanno restituito uno spaccato delle prime fasi dell’abitato tra il VII e l’XI secolo. Una sequenza che, per la consistenza e l’ottimo stato della stratificazione, fa di Chiari uno dei siti archeologici altomedievali più rilevanti in Lombardia.
Pur dotate di grande importanza storica, le strutture rinvenute sono tuttavia costituite in prevalenza da tracce assai modeste: buche di palo di edifici in legno, pochi corsi di murature in ciottoli, pavimenti in terra battuta e semplici focolari. Resti certo ben chiari all'archeologo, ma poco comprensibili per i non addetti ai lavori, se non adeguatamente proposti. Per questa ragione è stato predisposto un allestimento che, con immagini, filmati e ricostruzioni virtuali, ricrea le ambientazioni dell'insediamento ed agisce sulle corde emozionali del visitatore nell’intento di tradurre in conoscenza e memoria i dati archeologici e storici. I rinvenimenti archeologici non sono che l’occasione per ripercorre il divenire storico della città in stretto dialogo con il presente, seguendo il filo rosso dell'archeologia, in un cammino a ritroso.

Il percorso museale procede perciò dalla Città attuale (SALA A Documento .html come Chiari vive e pensa la sua storia nel presente e nella memoria recente) per passi successivi (SALE B Documento .html, il recupero degli edifici comunali della piazza e l’evoluzione urbanistica), fino alla sua origine remota (SALE C Documento .html e D Documento .html , la rappresentazione del villaggio altomedievale e ricostruzioni tridimensionali delle fasi evolutive) .

Il ritorno dal passato al presente avviene infine attraverso il Corridoio del Tempo, scandito dalle date più significative della storia di Chiari.

Attivitá didattica

Il laboratorio didatticoPrendendo spunto dalle indagini archeologiche effettuate a Chiari e nel Bresciano si intendono fornire gli strumenti per leggere le testimonianze storiche, cercando di sviluppare, attraverso la conoscenza, un senso di familiarità con il patrimonio culturale e il paesaggio che ci circonda come risultato di una somma di trasformazioni avvenute nel corso del tempo.
Obiettivo principale è cogliere le relazioni tra uomo e ambiente su diversi livelli: nella scelta dei luoghi di insediamento, nei modi del coltivare e dell’abitare, nelle pratiche della produzione dei beni e nelle abitudini alimentari attraverso:
LABORATORI DIDATTICI
PERCORSI TEMATICI
VISITE GUIDATE SUL TERRITORIO
PROGETTI A TEMA CON ALLESTIMENTO ESPOSITIVO
CORSI DI AGGIORNAMENTO PER INSEGNANTI

Sfogliate la pubblicazione "ATTIVITA' MUSEO-SCUOLA 2016/2017" per saperne di più

Attività Museo Scuola 2016/2017

Documento .pdf Download della presentazione

SALA A:
Segni e voci del presente e del passato

Sala A

 

In questa sala è illustrato al visitatore, per spunti e suggestioni, il legame intercorrente tra il passato e il presente di Chiari. Le fonti storiche ed archeologiche dialogano in questa sede con le voci del presente, in un intreccio e in un rimando continuo tra storia recente e storia antica.

 


Con il saluto di benvenuto Documento .html del Sindaco di Chiari, Senatore Sandro Mazzatorta Presentazione del Sindaco della cittá Sen. Sandro Mazzatorta (Flash Player) Presentazione del Sindaco della cittá Sen. Sandro Mazzatorta (Windows Media Player e l’invito al Museo del Vicesindaco ed assessore ai Lavori Pubblici e alla Cultura, ing. Documento .html Luca Seneci, il percorso museale propone una rassegna di interviste a personaggi e figure di rilievo per la comunità clarense, associate alla visione di filmati ed immagini per raccontare gli eventi trascorsi nella memoria storica della Clarensità.

 

Contributo del Prof. Mino Facchetti (Memoria storica di Chiari)Filmato - Contributo del Prof. Mino Facchetti (Memoria storica di Chiari) Filmato - Contributo del Prof. Mino Facchetti (Memoria storica di Chiari)  (Windows Media Player)
Prof. Mino Facchetti, studioso di storia locale
“(…) In quella Piazza i clarensi si sono giocati un millennio di storia sul doppio binario dell’aggregazione religiosa e della convivenza civile.
Negli edifici civili e di culto che si affacciano sulla Piazza si è vissuto quotidianamente il rito religioso, si è governata la comunità civile, si è amministrata la giustizia, si è punito il crimine, si sono sviluppate importanti attività commerciali ed artigianali, quali lo storico mercato.(…)
La Piazza ha abbracciato la folla oceanica dei grandi eventi religiosi (la visita di papa Martino V, l’arrivo della reliquia di S. Agape, i funerali di Stefano Antonio Morcelli, il congresso eucaristico del 1938, ecc.) ed ha ospitato le prime grandi manifestazioni politiche della giovane Repubblica italiana (ad esempio gli affollatissimi comizi degli onorevoli Giorgio Almirante, Pietro Cenini e Fausto Zugno).(…)

Su quella Piazza hanno sostato processioni e funerali, si sono affacciate, frastornate e felici, giovani coppie di freschi sposi, sui suoi ciottoli hanno camminato passi frettolosi e frastornati, padri in procinto di salire le bianche scale dell’anagrafe.
Quella Piazza ha rappresentato, rappresenta il cuore della Città.
Quando il 14 luglio 1986 l’Amministrazione Comunale fece trasloco e il Palazzo si insediò nell’ex caserma Tagliamento di Piazza Martiri della Libertà, la nostra Città spostò forse il proprio baricentro, ma non certo il proprio cuore. (…) il cuore è rimasto là nel centro del borgo medioevale, ben saldo nella storia della nostra comunità civile e religiosa. (…)”

Mino Facchetti 1995

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Contributo della Prof.ssa Ione Belotti (I documenti scritti e la Fondazione Morcelli Repossi)Filmato - Contributo della Prof.ssa Ione Belotti (I documenti scritti e la Fondazione Morcelli Repossi) (Flash Player) Filmato - Contributo della Prof.ssa Ione Belotti (I documenti scritti e la Fondazione Morcelli Repossi) (Windows Media Video)
Prof.ssa Ione Belotti Presidente della Fondazione Biblioteca Morcelli Pinacoteca Repossi

Di origine clarense, la prof.ssa Ione Belotti, laureata in Pedagogia e Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha dedicato all’insegnamento la propria attività professionale come docente di Filosofia e Storia presso il Liceo Scientifico Statale di Rovato e di Etica Sanitaria presso la Scuola Professionale Regionale per Infermieri; successivamente è stata docente di Antropologia Medica e Filosofia della Scienza presso l'Università Statale di Brescia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, sezione di Chiari. Da sempre ha svolto un ruolo attivo nella vita della scuola, come membro degli Organi Collegiali: ha partecipato a molteplici iniziative di volontariato come docente di Filosofia, Pedagogia e Lettere presso le Scuole serali organizzate dall'ACLI di Chiari, membro del Consiglio Direttivo dell'associazione per le cure palliative "Maffeo Chiecca" e membro del Consiglio Direttivo dell'allora neonata Biblioteca Civica. Attualmente tiene Corsi di Filosofia presso l' "Universitas Ysei" e presso l' "Università della LiberEtà" di Rovato. Dal 1995, su nomina del Prefetto della Provincia di Brescia, è Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Biblioteca Morcelli - Pinacoteca Repossi, dove svolge quotidianamente attività di volontariato gratuito.

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Contributo del Prof. Giovanni Repossi, la memoria artisticaContributo del Prof. Giovanni Repossi (La memoria artistica) (Flash Player) Contributo del Prof. Giovanni Repossi (La memoria artistica) (Windows Media Video)
Prof. Giovanni Repossi

Originario di Chiari, dov’era nato nel 1929, il prof. Giovanni Franco Repossi, scomparso il 22 gennaio 2012, era figlio d’arte. Il padre Pietro (1902-1983), tra i maggiori scultori bresciani del primo Novecento, è stato tra i suoi primi maestri. Formato all’Accademia di Brera con i maestri Funi, Morelli e Carrà, Giovanni Repossi ha maturato la sua esperienza artistica negli ambienti d’arte tra Milano, Roma e Bologna: è stato per 35 anni titolare della cattedra di Decorazione Pittorica a Brera e vicedirettore dell’Accademia con direttori il pittore Domenico Purificato e lo scultore Andrea Cascella. E’ stato in seguito nominato all’unanimità direttore dell’Accademia di Brera. Personaggio notissimo nel mondo dell’arte di livello internazionale, il maestro Giovanni Repossi ha sempre mantenuto un profondo legame con le sue origini clarensi. Fin dagli anni Settanta ha attivamente partecipato alla vita politica locale ricoprendo in seguito anche il ruolo di assessore alla Cultura nei primi anni dell’Amministrazione Facchetti. Intensa, dal 2004 al 2012, la sua collaborazione con l’Amministrazione Mazzatorta per la realizzazione di prestigiosi progetti culturali di recente attuati a Chiari dalle rassegne in Villa Mazzotti all’allestimento del Museo della Città in Piazza Zanardelli fino alla progressiva attuazione dal 2009 del Museo di scultura all’aria aperta nel centro storico cittadino. Noto a livello internazionale e nazionale, Giovanni Repossi ha partecipato ad importanti rassegne in Italia e all’estero ma nel quotidiano ha scelto di vivere nella terra natale in un legame stretto con la realtà di appartenenza del territorio clarense e bresciano. La sua opera, specchio del realismo esistenziale dal secondo dopoguerra all’età contemporanea, filtra in una ricerca continua supportata da un’accuratissima tecnica grafica e pittorica il tema della memoria: personale è l’impronta di Repossi nella rivisitazione dei dipinti del passato o nella rielaborazione di suggestioni mitologiche e metafore per approdare dal 1985 verso l’acquarello in dipinti di dimensione sapienziale ed intensa poetica. Ha illustrato volumi per la scrittrice Maria Corti, per il poeta Lento Goffi ed il celebre “Bibbiù” frammenti biblici in dialetto bresciano del clarense Achille Platto. Chiari conserva pregevoli opere del maestro Giovanni Repossi presso la sede municipale di Piazza Martiri della Libertà, presso il Monoblocco Chirurgico dell’Azienda Ospedaliera Mellini e presso la chiesa di Santa Maria Maggiore. Del prof. Giovanni Repossi è il drappo del Palio delle Quadre, aggiudicato nel 1984 alla Quadra Zeveto. Ha condotto la trasmissione televisiva “L’O di Giotto” per la RAI di Roma. Ha insegnato all’Accademia di Mendrisio in Svizzera. Sono di Repossi significative opere pubbliche in numerose città d’Italia. Domenica 8 gennaio a Chiari si è conclusa la retrospettiva antologica “Giovanni Repossi 1950 – 2011. Una vita per l’arte” inaugurata nel Museo della Città sabato 29 ottobre in presenza dell’artista ed ambientata nei prestigiosi edifici comunali di Piazza Zanardelli con il patrocinio dell’assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Chiari, di Regione Lombardia e Provincia di Brescia realizzata in collaborazione con la Fondazione Bertinotti Formenti, Fondazione CAB e Trafilerie “Carlo Gnutti” di Chiari. La rassegna, seconda edizione del ciclo “Arte in Lombardia.Il secondo dopoguerra” allestito nel 2010 in Villa Mazzotti con la mostra dedicata agli anni della ricostruzione 1945-1956, ha ripercorso la carriera artistica e la multiforme esperienza creativa di Repossi riletta attraverso un centinaio di opere in sessant’anni di attività del maestro nelle due sezioni “Arte come mestiere” e “Arte come poesia”. Documentato in maniera esaustiva il “mestiere” dell’artista Repossi che ha sperimentato tecniche tradizionali - disegno, incisione, pastello, affresco, vetrata, mosaico – ma anche le svariate tendenze pittoriche degli ultimi cinquant’anni della storia dell’arte, dal ritratto, al paesaggio ai notturni. La sezione dedicata alla poetica dell’arte ha proposto le tecniche più amate da Repossi che si è espresso nei dipinti ad olio, nella tempera su tela e nell’acquarello su carta con una vocazione più intima e personale. Chiari ha reso omaggio all’arte del maestro Giovanni Repossi attraverso la spontanea e corale restituzione delle sue innumerevoli opere da parte dei privati prestatori che hanno permesso di recente la realizzazione di un evento culturale di grandioso respiro. Il 15 febbraio 2012, nella sede dell’Ateneo di Brescia in Via Tosio, 12, è stato conferito alla memoria del prof. Giovanni Repossi il “Premio Brescianità” 2012. L’ambita onorificenza, istituita dal Sindaco di Brescia Bruno Boni nel 1977, ogni anno viene assegnata nel capoluogo in occasione della festa patronale del 15 febbraio dall’Accademia di Scienze, Lettere ed Arti e da Fondazione Civiltà Bresciana a personaggi di spicco che hanno testimoniato i canoni della “Brescianità” più genuina e “attraverso il lavoro, le iniziative e le opere, in tutti i settori della vita e in ogni categoria – conforme la concretezza e la forza del carattere – hanno dato lustro alla città di Brescia e di essa meritatamente per prestigio si sono resi ambasciatori in Italia e nel mondo, nell’esercizio della promozione sociale e in pratica nella crescita civile”. Il 15 febbraio 2008 il Comune di Chiari aveva elargito al prof. Repossi il Riconoscimento Civico, benemerenza istituita nel 2005 dall’Amministrazione Comunale per la solennità dei Martiri Patroni ed attribuita a cittadini clarensi emeriti e meritevoli in campo professionale, culturale e sociale.

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18 dicembre 2010: consegna delle chiavi del Museo della Città agli studenti di Chiari

 

Documento .html 18 dicembre 2010: le chiavi del Museo della Città in consegna agli studenti degli Istituti Comprensivi Statali Martiri della Libertà e Toscanini di Chiari - Intervista al Prevosto di Chiari, Mons. Rosario Verzeletti 18 dicembre 2010: consegna delle chiavi del Museo della Città agli studenti di Chiari (Flash Player) 18 dicembre 2010: consegna delle chiavi del Museo della Città agli studenti di Chiari (Windows Media Player)

 

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Il visitatore assiste alla proiezione di filmati ed immagini su eventi della storia più recente di Chiari:
Le Quadre tra presente e passato (a cura del Prof. Mino Facchetti)

 


Le Quadre tra presente e passato (a cura del Prof. Mino Facchetti) Le Quadre oggi - Contributo filmato (Flash Player) Le Quadre oggi - Contributo filmato (Windows Media Video)


 

 

La piazza cuore della città - Piazza Zanardelli (archivio comunale)

 

 

La piazza cuore della città La piazza cuore della città - Contributo filmato (Flash Player) La piazza cuore della città - Contributo filmato (Windows Media Video)

 

 

- Dopoguerra e boom economico
- La Resistenza e la guerra
- Il Ventennio fascista
- Primi '900

In quattro teche sono esposti oggetti di uso comune, provenienti dagli scavi archeologici di Piazza Zanardelli, scelti non per rarità o qualità artistica ma per il loro valore simbolico. Essi sono infatti contemporaneamente:

- testimonianze di una cultura materiale che ha caratterizzato per secoli il vivere quotidiano fino a pochi decenni or sono.

- documenti archeologici di contesti storici distanti nel tempo.

Teche 1- 4 Teca 2 - Galleria fotografica

- Il Mercato: monete dal II secolo al XIX secolo; Galleria fotografica
- Filare, tessere, cucire: arnesi medievali per la tessitura;
- Casa, Lavoro, Cibo: reperti altomedievali relativi alla lavorazione del formaggio e alla coltivazione di cereali;
- Cucina e Tavola: frammenti di contenitori in ceramica e pietra ollare in uso tra VIII e XX secolo

SALA B:
Recupero degli edifici comunali ed evoluzione urbanistica

Sala B

Nell'espositore centrale due monitor illustrano, con interventi, filmati ed immagini, le varie fasi dell'intervento di recupero degli immobili dell’ex Municipio, ex Anagrafe e delle antiche carceri. Dapprima viene illustrato il progetto architettonico di riqualificazione degli spazi esterni e degli immobili, quindi lo studio storico - architettonico sugli edifici oggetto di restauro e infine i risultati delle indagini archeologiche eseguite in occasione dell'intervento di restauro degli edifici, sia in via preliminare che in fase di scavo degli ambienti interrati realizzati ex novo. Indagini che hanno consentito di ricostruire l'evoluzione urbanistica di Chiari dal villaggio di VII° secolo alla città murata viscontea.

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Contributo all'arch. Aldo Maifreni del Comune di Chiari Flash Player) Contributo all'arch. Aldo Maifreni del Comune di Chiar (Windows Media Video) Documento .html arch. Aldo Maifreni, Il recupero degli edifici di piazza Zanardelli

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Il progetto di restauro del complesso architettonico degli edifici dell’ex Municipio, ex Anagrafe ed ex Carceri e delle Piazze Zanardelli ed Erbe: a cura degli architetti Gianfranco Zanafredi, Michele Cassibba, Franco Dell'Anna

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Lo studio storico - architettonico degli edifici oggetto di restauro a cura dell'arch. Paola Bassani

arch. prof. Paola Bassani

Il restauro architettonico - Contributo dell'Arch. Paola Bassani (Flash Player) Il restauro architettonico - Contributo dell'Arch. Paola Bassani (Windows Media Video) La relazione storico stratigrafica dell'arch. Paola Bassani (Luglio 2007) (3,2 MB) La relazione storico stratigrafica dell'arch. Paola Bassani (Luglio 2007)
A cura dell'arch. prof. Paola Bassani, docente di Restauro Architettonico del Politecnico di Milano - Facoltà di Architettura, è stata eseguita l'analisi storica e stratigrafica dei tre edifici. L'indagine conoscitiva affidata all'arch. Bassani dall'Amministrazione Comunale nell'ambito del Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2006 - 2008 è stata svolta con metodo scientifico e come lavoro d'équipe con l'arch. Francesca Savoldini per le ricerche e i rilievi, con indagini stratigrafiche a cura della ditta Marchetti e Fontanini ed indagini chimiche del prof. Roberto Bonomi dell'ENAIP di Botticino. L'obiettivo ha permesso di inventariare gli elementi costitutivi del patrimonio monumentale clarense per verificarne, attraverso una schedatura ed una specifica mappatura, la corrispondenza storica, la presenza di vincoli architettonici ed il pregio storico-artistico.
Le indagini di laboratorio condotte sui tre edifici monumentali dell'ex Municipio, ex Anagrafe ed ex Carceri, hanno riguardato microcampioni prelevati dai materiali originali di costruzione e di rivestimento con successiva lettura al microscopio elettronico. Le informazioni ricavate da questa metodologia d'esame si sono rivelate utili per valutare la solidità strutturale dei tre fabbricati e l'indice di resistenza alle sollecitazioni da carico proprio degli edifici, da carico accidentale derivante dall'uso e da scosse telluriche, in base alla più recente classificazione del Comune di Chiari in zona sismica. Ad aprile 2007 sono state compiute anche indagini geologiche con lavori di carotaggio in Vicolo Carceri. Le trivellazioni, eseguite fino ad una perforazione di 6/7 metri di profondità, hanno permesso ai geologi dello Studio Tecnico Pasquali Coluzzi di Brescia di procedere all'analisi delle campionature su sette carotaggi prelevati. I dati geologici sugli strati naturali hanno integrato i risultati delle indagini archeologiche condotte sui livelli antropici.

Evoluzione storica dei tre edifici monumentali

I tre edifici hanno progressivamente seguito le trasformazioni strutturali e architettoniche dell'insediamento urbano di Chiari in un'evoluzione storica, culturale e sociale che ha parallelamente coinvolto gli immobili e le piazze prospicienti come spazi frequentati e vitali di aggregazione della città.

Gli edifici dell'ex Anagrafe ed ex Municipio sono il risultato dell'evoluzione di due fabbricati che hanno un impianto originario del XIV secolo e, come ultimo rifacimento, risentono degli interventi in stile neoclassico dei primi decenni dell'Ottocento.

Ex Municipio censito nel Catasto Napoleonico

L'ex Municipio, acquisito in proprietà comunale alla fine del XVIII secolo e già censito nel Catasto Napoleonico, è definito nella sua attuale forma dal progetto del 1821 dell'ing. Giuseppe Zanardelli che ne cura la ristrutturazione per dare una nuova sede agli uffici, alla sala consiliare e alla sede della Polizia Municipale.

Le Carceri, risalenti al XVII secolo, sono frutto dell'accorpamento progressivo di diverse unità edilizie disposte a schiera attorno alla piazza centrale, originariamente destinate ad uso residenziale-commerciale. Per ex Anagrafe e Carceri è conservata una planimetria del 1844, curata dall'ing. Lodovico Martinengo, progettista dell'ampliamento e della ristrutturazione del complesso, già sede di uffici e carceri della Pretura di Chiari.

L'edificio quadriportico dell'ex Anagrafe, di proprietà comunale fin dalle sue origini più antiche risalenti probabilmente al XIV secolo, risulta oggi dotato di tre campate sui lati Est ed Ovest della piazza: in questo stabile è collocabile il Brolo, cioè il luogo in cui anticamente si esercitavano l'amministrazione pubblica e la giustizia: è perciò verosimile che già in origine i locali ospitassero un primo nucleo delle carceri. In origine l'ex Anagrafe era probabilmente ad un solo piano, secondo la tipologia dei cosiddetti "coperti", luoghi pubblici caratterizzati da porticati ed utilizzati per i mercati e le pubbliche adunanze. In questo edificio sono stati rinvenuti lacerti di affreschi risalenti all'epoca rinascimentale dei secoli XV e XVI. L'ex Anagrafe mantiene il suo profilo ad un solo piano fino al XVII secolo, alla luce delle ipotesi ricostruttive di epoca barocca derivanti dal rinvenimento di un capitello scanalato a sostegno di un fregio del sottogronda. Al periodo ottocentesco risale la sopraelevazione dell'edificio mentre il balcone è aggiunto negli anni Venti-Trenta del Novecento.

L'aspetto attuale dell'ex Anagrafe, con chiusura di una campata del quadriportico attuata tra il 1821 e il 1826, risponde al progetto del 1828 a cura dell'ing. Lodovico Martinengo.

L'immagine mostra l'edificio dell'ex Anagrafe gravemente danneggiato nel tetto, nei cornicioni e nei serramenti dei sottotetti, in seguito ai bombardamenti bellici del secondo conflitto mondiale.

 

Foto d'epoca degli anni Quaranta
L'immagine mostra l'edificio dell'ex Anagrafe gravemente danneggiato nel tetto, nei cornicioni e nei serramenti dei sottotetti, in seguito ai bombardamenti bellici del secondo conflitto mondiale.

 

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Lo scavo archeologico e l'evoluzione urbanistica medievale di Chiari (archeologa Ivana Venturini)

 

Lo scavo archeologico e l'evoluzione urbanistica medievale di Chiari (archeologa Ivana Venturini) Uno spaccato di vita altomedievale (archeologa Ivana Venturini) (Flash Player) Uno spaccato di vita altomedievale (archeologa Ivana Venturini) (Windows Media Video)

 

 

 

SALA C:
Archeologia: vivere e morire in un villaggio altomedievale

Sala CFilmati e immagini raccontano metodi e risultati delle indagini archeologiche che hanno consentito di ricostruire lo stile di vita del villaggio e la sua evoluzione tra il VII e il X secolo.
Teca 5: contiene la sepoltura (IX secolo) di una mamma, forse morta nel dare alla luce il bambino che le è sepolto accanto.
Lo studio della stratificazione e delle caratteristiche antropologiche sulle oltre 60 sepolture rinvenute nella piazza e nel sottosuolo degli edifici comunali ha restituito dati importanti sulle trasformazioni strutturali e sulla qualità di vita del piccolo abitato medievale fortificato che, tra il VII e il XII secolo, ha posto le basi dell’attuale città di Chiari. Galleria fotografica delle operazioni di scavo

 

Lo scavo archeologico: metodologia (archeologa Denise Morandi) Lo scavo archeologico: metodologia - Contributo filmato (Flash Player) Lo scavo archeologico: metodologia - Contributo filmato (Windows Media Video)

 

 

 

- Sepolture e origine dell’insediamento (archeologa Ivana Venturini)

- Uno spaccato di vita altomedievale (archeologa Ivana Venturini)

Sala C
- Proiezione a ciclo continuo di immagini sulla campagna di scavi archeologici eseguiti nel sottosuolo della piazza
- Gioco interattivo: a ritroso nella storia. Un’immagine proiettata a terra riproduce il selciato di Piazza Zanardelli: il visitatore, con un semplice movimento del braccio, può eseguire uno scavo archeologico virtuale, mettendo in luce i reperti nelle diverse fasi dell’insediamento.

SALA D:
dal villaggio longobardo alla città murata

Sala D

 

In questa sala conclusiva dell’itinerario museale, vengono proposte, con intento evocativo, le ricostruzioni virtuali di tre contesti insediativi riguardanti la storia di Chiari. Il viaggio nel tempo che illustra l’evoluzione urbanistica di Chiari restituisce al visitatore, attraverso ricostruzioni virtuali, tre momenti salienti della storia urbana:

 

- Il villaggio altomedievale cinto da fossato
- L’abitato bassomedievale con la prima cinta muraria
- la città murata viscontea con la rocca malatestiana

Teca 6

Alle ricostruzioni virtuali fanno da corredo i reperti di età longobarda che datano l'origine dell'insediamento

La visita si conclude con il ritorno all'epoca attuale (Documento .html SALA A ) terminando il percorso anulare del museo fino al piede della scala o, in alternativa, imboccando, sulla sinistra, il corridoio del tempo Il corridoio del tempo - Foto di Basilio Rodella in cui sono evidenziate le date più significative della storia clarense.

Ambienti del Laboratorio didattico

Il laboratorio didatticoSi sviluppa in due ambienti sovrapposti: una Sala Informatica a piano terra dell’ex Municipio a sinistra dello scalone principale d’accesso e una Sala per audio-proiezioni dislocata nel piano interrato. Gli spazi del Laboratorio Didattico interagiscono con le strutture multimediali del Laboratorio di Storia ed Archeologia nell’interrato del Museo della Città. Il Museo-Laboratorio consente agli studenti occasioni di apprendimento e di approfondimento con un’opportunità assolutamente rivoluzionaria e concepita come rafforzamento del ruolo educativo attraverso l’uso didattico dei percorsi museali. L’uso didattico del museo supera i limiti di una fruizione passiva del patrimonio conservato e si apre all’esperienza della comunicazione. Si realizza, attraverso il Laboratorio Didattico, un dialogo aperto e un interscambio tra la storia, la scuola, la città: un tramite tra passato, presente e futuro che cambia del tutto la fruizione delle istituzioni museali a carattere storico con finalità educative.

Sala Informatica

La Sala Informatica, a piano terra dell’ex Municipio, si apre sul lato sinistro dello scalone d’ingresso principale. E’ arredata con un tavolo a spirale per ricevere le classi con studenti ed insegnanti ed è attrezzata con postazioni informatiche complete di personal computer per le attività del Laboratorio Didattico e microscopi per le indagini specialistiche di Archeobiologia

Sala per audio-proiezioni

La Sala per audio-proiezioni, nell’interrato dell’ex Municipio, è collegata alla zona espositiva dedicata a Storia ed Archeologia con passaggio interrato aperto nel Vicolo delle Carceri

Uso didattico del Museo-Laboratorio

Gli ambienti attrezzati del Laboratorio Didattico consentono alle scuole la rielaborazione dei contenuti riguardanti la storia e l’archeologia in generale e di Chiari in particolare. Le tematiche, gli argomenti e le metodologie didattiche vengono selezionati dagli insegnanti degli Istituti Comprensivi della Città, custodi simbolici delle chiavi del Museo: in fase di elaborazione un percorso didattico per l’uso del laboratorio museale da inserire nel Piano dell’Offerta Formativa delle scuole clarensi. Per i ragazzi di età scolare, attraverso il Laboratorio Didattico, il Museo della Città si presenta non come magazzino statico di conservazione degli oggetti ma come luogo innovativo di apprendimento. L’approccio al Museo consente la trasmissione di contenuti per ampliare le conoscenze e, attraverso l’uso educativo delle collezioni oggetto di studio, fornisce strumenti dinamici di interpretazione e processi di comunicazione per cogliere la ricchezza del patrimonio culturale “bene di tutti”. Gli studenti sono in grado di entrare al museo per compiere una nuova esperienza di apprendimento: imparare al museo non significa apporre etichette sugli oggetti ma analizzarne il significato comunicativo per l’arricchimento personale e per la comunicazione interpersonale. Le attività del Laboratorio Didattico permettono di sviluppare competenze da condividere attraverso esposizioni direttamente curate ed allestite dai ragazzi nel museo multimediale.

La mostra inaugurale “Chiari da villaggio a città. Passato e presente alla luce dell'archeologia” aperta dal 15 febbraio al 15 giugno 2011 rappresenta il percorso ideale per ripercorre il divenire storico della città in dialogo stretto con il presente, sul fil rouge dell'archeologia. L’itinerario espositivo si propone come punto di partenza per la costruzione di una rinnovata memoria storica della comunità, affidata alle nuove generazioni e in particolare alle scuole, per porre le basi di un futuro più consapevole delle origini e dell’identità culturale di Chiari.

Moduli Didattici per le Scuole

Evoluzione della città di Chiari

confronto con la città attuale attraverso foto aeree, mappe storiche, documenti cartacei. Prime bonifiche di aree paludose, necropoli, abitato con doppio fossato, ampliamento dell’abitato con nuovo fossato e tombe, fortificazione basso-medievale con necropoli associata a chiesa, rocca viscontea, carceri…

Vita e morte in epoca medievale

materiale in esposizione formaggio combusto, semi, fusaiole, ditale, ceramica e pietra ollare, monete, sepoltura. Sezioni dedicate a: casa, lavoro, commercio e sepolture

Archeologia come fonte per la storia

laboratori pratici su scavo, ceramica, metallo, tessitura, produzione casearia, iconografia attraverso gli scavi archeologici ed i reperti

Scienze a servizio dell’archeologia

antropologia fisica, C14, archeobotanica, antropometria, dendrocronologia, paleozoologia

Topografia, toponomastica, iconografia

laboratori teorici e multimediali

Approcci monografici cronologici

l’età longobarda, l’età comunale, Signorie, Rinascimento

Approcci monografici tematici

ex Carceri sede del Museo; Archivio Storico; Architettura e restauro

Richiesta di informazioni


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Accessibilità e servizi

Ingresso gratuito
Apertura su prenotazione
Orari di apertura:
sabato dalle 10,00 alle 12,00 con visite su prenotazione da richiedere via mail o per contatto telefonico Tel: 030.7008278 – 030.7008210 - 0307008265 - 0307008202 - Fax 030.712011
e-mail: pubblicaistruzione@comune.chiari.brescia.it - segreteria@comune.chiari.brescia.it

Servizi culturali: archivio, emeroteca, aule per attività didattica, sala conferenze, sala proiezioni, PC e terminali negli spazi per lo studio e la consultazione

Servizi: presenza in zona di segnaletica di indirizzo per il Museo della Città. Possibilità di parcheggio nelle adiacenze del centro storico. Rispetto dei criteri di abbattimento delle barriere architettoniche nella struttura museale

Servizi igienici: dotazione di servizi igienici su una superficie totale di 59,84 metri quadri, attrezzati anche per persone diversamente abili con la seguente distribuzione: n. 4 servizi nel piano interrato; n. 2 a piano terra; n. 4 al piano primo; n. 2 al piano secondo

Spazi accessori: si estendono su una superficie totale di 250 metri quadri e comprendono: sala audiovisivi; sala didattica; emeroteca; sala riunione; sala lettura e legatoria

Servizi culturali: archivio, emeroteca, aule per attività didattica, sala conferenze, sala proiezioni, PC e terminali negli spazi per lo studio e la consultazione

Servizi: presenza in zona di segnaletica di indirizzo per il Museo della Città. Possibilità di parcheggio nelle adiacenze del centro storico. Rispetto dei criteri di abbattimento delle barriere architettoniche nella struttura museale

Servizi igienici: dotazione di servizi igienici su una superficie totale di 59,84 metri quadri, attrezzati anche per persone diversamente abili con la seguente distribuzione: n. 4 servizi nel piano interrato; n. 2 a piano terra; n. 4 al piano primo; n. 2 al piano secondo

Spazi accessori: sala audiovisivi; sala didattica; emeroteca; sala riunione; sala lettura

Attrezzature informatiche: materiale informativo e promozionale (cartaceo, elettronico, multimediale)
- materiale didattico (cartaceo, elettronico, multimediale)
- pubblicazioni (cartaceo, elettronico, multimediale)
- schede didattiche
- sito Internet

- Impiantistica: impianti geotermici con sistemi radianti a pavimento e parete per riscaldamento e di condizionamento, impianti antincendio di rilevamento e spegnimento automatico

Il Museo della Città in cifre:
- Superficie totale degli spazi aperti e porticati: 2mila210 metri quadri
- Superficie lorda totale dei tre immobili restaurati è di circa 3mila metri quadri: esattamente 2997, 44 mq dei quali 1776 mq l’ex Anagrafe e Carceri, 1365 mq l’ex Municipio
- 4 piani dei quali l’interrato costruito ex novo; in corrispondenza dell’ex municipio sono ben 5
- Superficie delle sale museali è pari a circa 1650 mq: 326 mq il piano interrato; 260 mq il piano terra, esclusi i portici; 548 mq il piano primo; 296 mq il piano secondo; 222 mq il piano terzo